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Forma e taglia - Ieri e oggi - Domani si vedrà!

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FORMA E TAGLIA

IERI E OGGI

DOMANI SI VEDRA’!


Pur non essendo mai stato un cultore della perfezione e degli ultimi eccessi della FORMA e della TAGLIA del D.M., riconosco che una buona armonia delle due voci possono essere il completamento visivo dell’insieme dei fattori che formano un buon fenotipo.

Una buona armonia che abbia nella Forma e nella Taglia quella giusta proporzione, come gli ultimi testi riportano e come hanno scelto la maggior parte della nazioni europee.

Per esemplificare questo dato, ho riprodotto qui di seguito la forma in scala a grandezza naturale di 10,5 cm di varie forme proposte dai libri di Hans Kloren del 1982 (modello 3), di Giovanni Agostini e altri edito dal Club dell’Esotico del 1992 (modello 4), di Berend Bosch e altri del 2009 (modello 5). Nell’ordine rappresentano il modello proposto ed accettato dalla Federazione olandese e quello disegnato da Adelio Buzzi è stata una proposta del Club dell’Esotico, di cui gli allora Dirigenti IEI e FOI si sono ben guardati di prenderlo neppure in considerazione, ma allora i nostri responsabili come era di prassi in quei giorni, hanno ampiamente e ripetutamente dimostrato la loro poca lungimiranza e altrettanto poca conoscenza della materia. Così il mondo del D.M. perdette dieci anni.


 


 




Prendendo in considerazione il primo disegno del 1972 (modello 1 - in uso in Olanda nel 1972) e lo confrontiamo con il successivo del 1974 (modello 2 - in uso nella scheda di giudizio in Olanda 1974), si nota un discreto miglioramento nella qualità del profilo esterno, in particolare per la linea del dorso e nella forma della guancia; la linea si presenta più rettilinea nel tratto che congiunge il capo e la coda, la guancia assume una conformazione più reale. Nota di cronaca : in Italia in quegli anni approfittando di una proposta pervenuta da parte della compianta Giudice IEI Trocini Maria Cristina al Gruppo di Specializzazione che Presiedevo, in merito alla stesura di alcuni Standard del D.M., proposta che precedentemente avevo già messo sul tavolo di lavoro e che comunque non ottenne mai alcuna approvazione, neppure per essere messa in discussione ed eventuali proposte per il futuro, questo è”l’andazzo generale che ha imperversato negli IEI” fino a un decennio addietro. La più totale volontà di arretratezza e il rifiuto della novità, questi erano gli anni che ho vissuto dai primi anni settanta, alla mia uscita ai primi anni novanta. Oggi parlare in ambito IEI è motivo di apprendimento, una occasione per migliorare le proprie conoscenze.

Fra l’immagine del 1974 e quella del 2009 sempre edita in Olanda, le linee esterne sono diventate molto più armoniose e arcuate verso l’esterno, la guancia è più conforme alla realtà, il becco è stato notevolmente modificato e rende il capo più armonioso nelle sue linee circolari e più simmetrico. Però a parità di lunghezza totale, il secondo disegno mette in evidenza una forma troppo piena e rotondeggiante.

Dovendo fare una scelta personale sul tipo di modello da scegliere io sarei per determinare la Forma e la Taglia all’interno delle due sagome tracciate da Hans Kloren e quella edita dal Club dell’Esotico; vedrei il riferimento molto pertinente con il tipo di D.M. che si devono esporre. Entro quelle dimensioni il soggetto deve essere considerato “ottimale”. Non condivido la scelta fatta nel libro di Berend Bosch in quanto da quella dimensione in su si debbono considerare dei D.M. “maggiorati”, esprimendo una mole notevole e massiccia che appesantisce il soggetto, dal punto di vista estetico e statico. Attualmente la configurazione ottimale che deve possedere un buon D.M. è da scegliere fra le due linee già dichiarate, che sostanzialmente hanno molti punti in comune. Però nessuna di queste configurazioni ha un qualcosa in comune con i “bombardieri” che ultimamente si vedono esposti in Italia e non in Olanda, con valutazioni eccessive. Gli Allevatori devono comprendere e rassegnarsi che, quel tipo di D.M. può avere la sua storia e fortuna all’interno del proprio allevamento, con risultati che possono anche essere positivi nella selezione, ma non devono essere esposti nelle Mostre, in quanto il proprio Modello (Forma e Taglia) è fuori Standard.

Guardando quei disegni noto che vi sono alcuni particolari che si differenziano fra di loro. Uno però è comune a tutte le immagini: la presenza dei quattro quadri bianchi della coda. Guardate come si completano e terminano le ali, con le punte delle prime remiganti di destra e di sinistra che a lasciano ben intravedere il quarto quadro bianco e quindi se adesso andate a vedere le varie foto dei soggetti esposti, questa regola non trova alcun riscontro nella maggior parte di esse. Questo eccesso di quadri visibili è imputabile solo ed esclusivamente dalla mancanza di una o più remiganti per parte.

Altro particolare da mettere in evidenza è la forma della barra pettorale, che nei disegni in visione sembra riprodurre sempre la stessa dimensione, ma questo è oramai un dato che è sempre rimasto tale solo nella nostra memoria, nella realtà pratica questa forma di disegno è praticamente introvabile. Così pure la descrizione degli anni settanta, in cui si sanciva che la barra deve essere ai lati del fianco alta tre millimetri, per poi passare ai sei millimetri nella parte centrale e ininterrottamente deve ritornare ad essere tre all’altro lato. Questo essendo un disegno caratteristico del maschio, è un punto che deve essere maggiormente specificato e determinato nell’insieme della descrizione dello Standard.

Guardando la parte in cui il disegno del fianco si innesta nel disegno della barra pettorale, appaiono due diverse soluzioni di cui una è certamente inesatta, anzi direi che nessuna delle due soluzioni trova una corrispondenza con la realtà. Il disegno del fianco nella parte alta si innesta sotto il disegno delle zebrature che sono il proseguio della barra pettorale. Pertanto la conformazione della “barra” deve essere ridisegnata ed ascritta allo Standard.

Le prossime revisioni dei disegni del D.M. deve meglio definire questi e altri aspetti, che a mio avviso ripropongono un D.M. più realistico e conforme alle naturali caratteristiche che si riscontrano nelle esposizioni. Perché, come da abitudine confermata negli ultimi anni, nel giudizio non si tiene (fortunatamente) conto della forma della barra pettorale, ma si richiede la presenza di una zona piena di colore, che abbia la massima altezza al centro e si prolunghi degradando come altezza verso entrambi i lati, con una forma il più possibile simmetrica, senza alcuna frastagliatura in particolare nella linea inferiore. L’ottimo sarebbe se la parte terminale del fianco coprisse anche in minima parte il disegno del fianco, mentre come regola vediamo che il fianco sembra scomparire sotto i disegni della zebratura che devono terminare sotto la prima metà della guancia.

Se tutti noi formulassimo delle proposte di modifica, di miglioramento dello Standard del D.M., otterremo un modello che rasenta la perfezione in quanto il tutto è consolidato dall’esperienza nostra. Ed io da quella esperienza ho maturato il concetto che il D.M. che stiamo selezionando deve essere la massima espressione della qualità del colore della Mutazione in essere e della miglior nitidezza e simmetria dei disegni richiesti; in merito al tipo di modello da perseguire in allevamento, quindi da esporre, credo di aver espresso chiaramente il mio parere e concetto nel merito: deve essere sufficientemente possente e armonioso nelle sue linee esterne, non quei soggetti che si vogliono imporre ultimamente, che nulla o poco hanno da condividere con quanto i disegni ritenuti validi esprimono e che per giunta non rientrano nella misura ottimale di 10,5 cm; da tempo forse l’unico elemento condiviso da tutte le nazioni europee.

Per poca conoscenza in materia non entro nel merito degli attuali D.M. che si stanno selezionando in Inghilterra, che non condivido per nulla. La ricerca deve essere aiutata e sostenuta, però fintanto che rimane tale deve essere valutata per quel verso e in quell’ambito.

Chiediamoci del perché i più di noi hanno lasciato o trascurato altri Esotici per dedicarsi anima e corpo al D.M.: non è forse perché è una specie selezionata in tutto il mondo per le sue tantissime Mutazioni del Colore e dei Disegni e aggiungo, loro Combinazioni. Mi auguro che i nostri intendimenti per ora, si fermino su quegli intendimenti. Basta e avanza!

 Forgani Terenzo