Gallerie Fotografiche

Non è nulla. Zebras non si può effettuare.

Attenzione: apre in una nuova finestra. StampaE-mail

Personalmente sono stato all’interno dell’ornitofilia una persona presente per oltre cinquanta anni di appartenenza alle varie realtà ornitologiche, presente nell’opera silenziosa, ma preziosa come ogni supporto che si offre al nostro ambiente, nel lavoro pratico e materiale, presente nel dire apertamente e pubblicamente il mio pensiero, la mia critica sempre seguita da proposte nel merito e nel pieno rispetto e considerazione dell’altrui pensiero.

Anche all’interno del Club Zebravinken ho sentito varie critiche di diversa natura, alcune possono essere condivisibili, altre molto meno, alcune fuori da ogni logica di convivenza per l’appartenenza ad un Club. La critica è un diritto di ogni Socio, ma questa non deve essere gratuita o di parte, non si critica l’operato di chi isolatamente lavora per il Club, in particolare quando questo isolamento non è voluto dalla persona, ma è la conseguenza dell’indifferenza della maggioranza dei Soci.

Credo, non volendo entrare nel merito di tali lamentele o critiche, di sintetizzare la gran parte di questi “fenomeni” con la presunta convinzione di parte “creatasi” negli ultimi anni con le Mostre in Reggio Emilia; in sostanza con la S.O.R.. Io credevo che la cosa più giusta e sensata da farsi, a seguito di tale Mostre, fosse quello di ringraziare la SOR per la loro disponibilità nei nostri riguardi. E questo personalmente l’ho fatto di persona e nei miei scritti, mi è parso giusto e soprattutto doveroso.

Partendo dal presupposto fondamentale che quando si cerca di fare una attività ornitologica (Mostra), si presume di poter usufruire di locali idonei, di una attrezzatura da esposizione e volendo chiamarla Mostra, di Giudici per far valutare i soggetti e entrambe questi “piccoli particolari” comportano l’intervento di altre strutture fuori dagli schemi di qualsiasi Club. E queste strutture sono: le Associazioni, la F.O.I. (Ordine dei Giudici).

Quando si saranno raggiunti quegli obiettivi, i Club saranno indipendenti, potranno svolgere quel tipo di attività ornitofila che ogni Club ha insito al proprio interno. Ma la realtà attuale è ben diversa, pertanto dobbiamo muoverci all’interno e nel rispetto di questa situazione. Quella attuale che da anni viviamo.

Ma la realtà attuale è ben diversa, pertanto dobbiamo muoverci all’interno e nel rispetto di questa situazione. Personalmente ho vissuto la precedente esperienza del Club dell’Esotico, nato sotto la fortunata collaborazione con l’A.O.F. di Faenza e che negli anni ha prodotto per anni una Manifestazione degna di tutto rispetto e piena di contenuti tecnici e commerciali, di alto livello. Quindi i meriti del Club dell’Esotico sono stati anche i meriti dell’A.O.F., perché così deve essere.

Ora dobbiamo riconoscere i meriti del Club Zebravinken e i non meno importanti meriti dalla S.O.R. e che in particolar modo occorre tenere presente che da questa collaborazione, è scaturita una IMPORTANTE RASSEGNA per il D. Mandarino e non è come qualcuno sta asserendo che il Club dipende o è soggetto a direttive impartite dalla S.O.R.. Se vi è stata e ancora attualmente è più che evidente, questa “limitazione” viene solo unicamente dalla F.O.I., organo oramai fuori da ogni equilibrio fra l’ornitologia e l’ornitofilia. Ma nel merito io sono stato uno dei pochissimi che si è opposto, convinto come sempre e da sempre che l’ornitologia è una cosa, l’ornitofilia è una pratica in cui l’uomo ha il potere di incidervi nel merito e di delineare il suo sviluppo e i suoi contenuti. Questa è un’altra storia per la gran parte di chi legge ora; per me è un lungo proseguo nello spazio di un trentennio.

Sono per non criticare questa alleanza con la S.O.R., se volete anche per una convenienza logica, in quanto non è la S.O.R. che ci ha assorbito o richiesto, ma bensì siamo stati noi che abbiamo richiesto uno spazio all’interno dell’Internazionale di R.E., ampiamente concessoci e con agevolazioni di diverso tipo e natura.

Non ultimo come importanza bisogna riconoscere l’impegno e i meriti del Giudice Manuele Piccinini per quanto fatto in questa “transizione” di Zebra’s a Reggio Emilia. A lui dobbiamo riconoscere gli stessi meriti che nel passato abbiamo riconosciuto a Giovanni Agostini, allora gli unici che vollero riconoscere la validità e la portata TECNICA di questo personaggio furono i dirigenti della F.O.I., in particolare l’allora CTN-IEI. Il tempo ha reso giustizia ai fatti di allora. Criticare chi ha lavorato e poi non contribuire in nessun modo con i lavori del Club, è un comportarsi che non deve essere neppure menzionato o discusso.

Ora se Zebra’s non si può effettuare per i ben noti motivi igienico-sanitari sorti proprio nella nostra Regione, vediamo di darci una motivazione in più per approfondire maggiormente la nostra situazione interna al Club. Vediamo di conciliare questa “forzata sosta” con gli interessi e i fini del nostro mondo.

Credo che negli ultimi tempi il Club Zebravinken stia attraversando una fase piena di molta tranquillità operativa, con più o meno velate citazioni nel merito avanzate da più parti. Allora, parliamone e cerchiamo di valutare la situazione con serenità e pensando solo all’interesse del Club e del D. Mandarino. Le soluzioni possono essere diverse, ognuna ha i suoi pro e i suoi contro. Vediamo che esiste una realtà anche molto valida e ben sperimentata nell’esperienza di “Fringilla”, dell’Arch. Bruno Zamagni, la cui provata efficienza ha raggiunto dei livelli europei, ma è una realtà che fa capo non ad un Club, ma ad un personaggio il cui merito è stato quello di aver dato tutto e di più per “Fringilla”, con un intervento della F.O.I. alquanto marginale e le cui direttive TECNICHE erano e sono ancora dettate dalle esigenze pratico-tecniche in funzione a quanto viene allevato in Italia. Ma questa scelta comporta un distacco ed un allontanamento da Reggio e da Faenza, in sostanza deve concentrarsi in una sola sede e mantenere possibilmente una data fissa ed essere aperta a tutto ciò che può tornare “utile” per il tecnicismo del D. Mandarino. Ho avuto sempre tanta considerazione dell’Amico Bruno Zamagni che non posso altro che condividerne ed applaudire alle sue scelte.

Possiamo altrimenti continuare sulle scelte passate, vale a dire con tre diverse appuntamenti ( Settembre e Novembre a Reggio, ottobre a Faenza) che ci potrebbe permettere una maggiore presenza nel Mondo delle Mostre, ma se non sono ben seguite e curate nei contenuti TECNICI, tendono a vanificare l’impegno profuso nel passato.

Potremmo fare una di queste combinazioni, ma comunque il nodo fondamentale per essere all’avanguardia, rimane sempre quello di un giudizio Tecnicamente valido, eseguito da Giudici o Esperti che siano fortemente specializzati nel D.M.. Su questo punto il Club deve essere molto esigente, pretendere dei Giudici specifici per i D.M., FOI o non FOI queste scelte c condizionano non solo il risultato della Mostra, ma anzi tutto condizionano le scelte future degli Allevatori, il tipo e la qualità dello Standard e tutto questo non può essere considerata “poca cosa”, anzi !

L’altro punto fondamentale della Specializzazione è la “consistenza” delle categorie a concorso. Credo che i consigli che da un certo tempo il nostro Socio Massimo Eusebi continua a suggerire a piena voce, debbano essere presi in considerazione. Una Specializzazione è tale solo se entro sé stessa racchiude il maggior numero delle sue caratterizzazioni che la compongono. Pertanto penso che la richiesta dell’Amico Massimo nel merito di una premiazione dei GRUPPI, non possa altro che essere un punto qualificante per una Rassegna mirata per il D. Mandarino.

Questi sono alcuni punti che andrebbero presi in considerazione dal Club, assieme alla situazione “colorazione artificiale” vista negli ultimi anni, alla pessima usanza di esporre i D.M. con il piumaggio non completo ( assenza di una o più remiganti per parte), per cui approfittiamo di questa “pausa” per vedere di riorganizzare i nostri pensieri nel merito del futuro del Club e quindi del Diamante Mandarino in Italia.

Se aspettiamo che altri condizionino il nostro futuro, ciò significa che l’argomento non ci interessa più, in particolare dobbiamo approfittare della attuale CTN-IEI, a cui va gran merito per quanto fatto per il D.M., se pensate alle varie “ramificazioni” esistenti nel settore IEI, non c’è stato un simile interesse in quei settori come quanto avvenuto nella categoria riservata al D.M.; qualora dovesse avvenire un ricambio all’interno della stessa, potremmo rischiare di tornare indietro nel tempo. Molti dei “vecchi”, quelli della mia epoca ricorda no bene a quanto mi riferisco dagli anni ottanta e per un intero decennio successivo.

Cerchiamo di rimediare con delle nostre iniziative al destino della presenza dell’aviaria, ad esempio prendendo spunto da quanto suggerito dal nostro sempre presente Socio dott. Giampaolo Bianchi nel merito dei biglietti spesi per far arrivare i Giudici esteri a Zebra’s,giustamente il dott. Bianchi suggerisce di cercare di usufruire di tali biglietti già acquistati per utilizzarli per la Mostra di Reggio Emilia o per Faenza.

L’importante è non abbandonarsi al destino, al fatto compiuto, se ci ricordiamo del nostro passato, è doveroso insistere, cercare di ripartire con lo spirito di alcuni anni addietro.

Ci tengo a ripetermi per l’ennesima volta citando quanto ebbi a scrivere sul giornale della F.O.I. e che non ottenne nessun risultato od effetto, poi ritrascritto successivamente a distanza di anni su New, organo del Club dell’Esotico e più o meno con lo stesso effetto pratico: “Non seguiamo alcune delle stelle erranti che si muovono per il cielo, poiché esse ingannano il povero marinaio: noi non seguiamo altro che una stella che non si immerga nelle onde, l’asse che mai tramonta, la più lucente stella”.Purtroppo non sono mie parole, ma di un grande personaggio Marcus Anneus Lucanius.

Io ci credevo allora e più che mai ci credo oggi, ripenso ad un altro mio scritto del periodo nero vissuto all’interno della F.O.I., sempre pubblicato su Italia Ornitologica:” La mia speranza più cara è che almeno, una parte di voi abbia imparato ad ammorbidire il proprio carattere, ad ascoltare gli altri con cuore aperto, nel tentativo di aiutarli ad affrontare gli ostacoli più diversi. Ci saremo inseriti in una comunità (potrà essere la famiglia, la scuola, la società stessa) solo quando avremo capito che la nostra serenità è condizionata al nostro rapporto con gli altri, all’interesse nostro per i problemi di tutti, all’amore spontaneo, autentico per coloro che la vita ci pone accanto, fosse solo per poche settimane”.

Ma evidentemente, l’illusione deve essere la croce della mia vita terrena ed ornitofila, ma è anche la mia strada scelta in questa vita.

Spero di avere suscitato in alcuni di voi il desiderio di ripartire, di entrare all’interno del Club, con più determinazione, non criticando dall’esterno, ma suggerendo le proprie proposte vivendo assieme agli altri, che in fondo non sono altri che degli Allevatori come voi, con gli stessi interessi e problemi.

Con l’affetto e la stima di sempre.

 

Forgani Terenzo