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LUTINO Si', LUTINO No ?

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Link alle foto del Lutino

 

Caro Massimo,

sono rimasto piacevolmente colpito dalle foto che molto gentilmente mi hai inviato e ti rispondo immediatamente esprimendoti il mio modesto parere e opinione nel merito.

 

Che vi sia un particolare “diverso” in questi piccoli è chiaramente ben visibile dal colore della pelle, dal colore delle mandibole e della lingua, dal colore dell’occhio rosso vivo e non rosso bruno, dall’assenza del tratto nero a metà della lingua.

La base di partenza per il proseguio della ricerca, sarebbe quella di sapere che tipo di trasmissione ereditaria posseggono nel loro genotipo, verificando gli accoppiamenti effettuati per arrivare a tali soggetti. Dal tipo di sesso che i soggetti presenteranno da adulti, si potrà ulteriormente delineare a quale tipo di mutazione appartengono.

Assieme alla melanina nelle penne troviamo anche altri pigmenti, fra cui risultano importanti i Carotenoidi, la cui particolarità biologica è quella di dare una tonalità del colore che spazia dal Giallo al Rosso nel D.M. presente nel Becco e nelle Zampe.

Non dimentichiamo che nella valutazione di un colore occorre tenere in grande considerazione l’aspetto dovuto e causato da fenomeni di rifrazione che colpisce il piumaggio e il cui effetto è legato e dipendente dal tipo di qualità della luce, dall’angolo di incidenza, dalla sua intensità cromatica, dalla concentrazione dei pigmenti.

Nel momento dello sviluppo della penna, in cui i Pigmenti si collocano in essa, non si avrà una distribuzione omogenea, si otterranno nel fenotipo diversi tipi e forme di disegni

(disegni distintivi), contrariamente se la distribuzione di questi pigmenti è del tipo omogeneo, avremo un fenotipo con il colore di fondo uniforme.

Se la sintesi della melanina viene impedita, verranno mostrati i colori degli altri pigmenti.

Qualora si presentasse il caso che le cellule non sono pigmentate o che non generano il pigmento, ci troveremo di fronte a soggetti dall’aspetto visivo (fenotipo) dal colore bianco.

Con questo procedimento avremo ottenuto dei soggetti con il piumaggio Albino, il quale può essere presente nella forma Completa o nella forma Parziale.

Ricordo di aver letto nel passato (lontano) una definizione su come suddividere le varie forme di albinismo, che non ho mai più riletto, che ancora oggi così definita la ritengo giusta:

- Albinismo allocroistico, si manifesta con pezzature bianche nelle varie parti del piumaggio;

- Albinismo clorocroistico, si manifesta con lo sbiadimento totale dell’intero piumaggio;

- Albinismo leucocroistico, si manifesta nella forma totale, con gli occhi rossi,ed è ereditario del tipo recessivo.

Il fattore mutato Albino si manifesta per una carenza, o parziale assenza che un organismo possiede nel produrre della melanina.

Non è corretto credere che un soggetto debba possedere la mutazione albina solo se non possiede nessun tipo di colorazione; inoltre il processo che andrà a generare la forma Albina, si svilupperà e dipenderà nel suo procedimento biologico dalla qualità e quantità che i genitori e gli altri avi possedevano nel loro patrimonio genetico.

L’Acianismo o Luteismo è la trasformazione in giallo del colore verde e può essere abbinato con il fattore mutato Albino.

La mutazione Lutino agisce nel piumaggio con la primaria particolarità di ridurre fortemente la Feomelanina e la Eumelanina in minor percentuale; per cui ciò che può eventualmente apparire nel fenotipo di questi soggetti è dovuta alla piccolissima percentuale di Eumelanina bruna presente nel Genotipo dei D.M. che hanno partecipato a questo risultato finale.

Nella forma Lutino, essendo la riduzione delle melanine non totale, appaiono nelle piume

e nelle penne dei residui di colorazione, che visivamente e genotipicamente sono diverse dalla mutazione di origine (es: disegni e colore di fondo di un Mascherato).

Non può trattarsi della mutazione Albino in quanto la riduzione della Feomelanina e della Eumelanina, a differenza della mutazione Lutino, agisce nello stesso modo anche con l’Eumelanina Bruna.

Nella prima foto si notano le penne delle timoniere che spuntano dal suo involucro e nella parte terminale sembra presentino delle lievi tracce di Feomelanina.

Il restante piumaggio appare pulito e non di un colore bianco, così come deve presentare il fattore mutato Lutino in soggetti dal colore di fondo privo di lipocromi gialli o simili.

La seconda foto ritrae un soggetto molto giovane per cui risulta difficoltosa una esatta classificazione per l’attribuzione ad una od altra mutazione.

Però risulta altresì chiaro che i Carotenoidi rosso-arancio presenti nel becco e nelle zampe, in questi soggetti non si vedono, escludendo quindi ogni possibilità che possano essere dei Mascherati ad occhi rossi, in quanto anche se lavorati ripetutamente con il MS-OO.RR, non si potrà mai ottenere un colore degli occhi così rosso-acceso, un becco tanto privo di colore e con l’assenza del disegno caratteristico a metà della lingua (nei piccoli), ne tanto meno ridurre la melanina in tale percentuale. Risulta difficile prevedere l’eventuale presenza futura dei disegni distintivi, per cui cadrebbe nel nulla quanto sopra avanzato, ma credo che tali disegni non compariranno mai. Se si pensa al MS-OO.NN, il discorso cade subito guardando il colore degli occhi.

Ritengo si debba tenere in grande considerazione il colore del sottopiuma dei soggetti in esame, al momento attuale e a muta ultimata.

Altre mutazioni, allo stato attuale delle nostre conoscenze, non hanno nessuna attinenza con quanto si vede e si deduce dalle foto.

Propenderei pertanto con il dire che trattasi della mutazione Lutino.

Sarebbe consigliabile, per la prossima stagione cove, accoppiare uno di questi soggetti mutati con un Bruno per vedere di ottenere dei Satinè e avere così anche la conferma che trattasi della Mutazione Lutino.

Questo è il mio parere, sentiamo altri bravi Allevatori!

 

Cordialmente, Terenzo Forgani

 

Commento dovuto:

questo scritto è stato così concepito e impostato, non tanto per dare una risposta al quesito posto nel merito delle foto, che raffigurano soggetti troppo giovani, privi ancora di particolari fenotipici che solo in abito da adulti mostreranno con chiarezza la loro mutazione e su cui si potrà rifare un certo tipo di ragionamento più pratico e realistico.

Risposta che non ho la presunzione di definire tale, ma vuole essere solo il mio parere su come pensare di classificarli allo stato attuale rappresentato dallo foto. Vuole bensì coinvolgere altri Allevatori di D.M. per stimolare maggiormente una più precisa mentalità tecnico-scientifica (a portata di noi Allevatori), su quanto abitualmente con naturalezza e disinvoltura, operiamo nel merito dei nostri D.M.,. A questi Allevatori se sono veramente interessati al futuro del D.M., chiedo di applicarsi, ognuno a modo suo e per quello che può dare e fare.

Siamo tutti utili, nessuno lo è più di un altro, collaboriamo.