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Sono con Manuele e non con gli “inglesi”

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Sono con Manuele e non con gli “inglesi”

 

Leggendo il resoconto dell’amico Giudice I.E.I. Manuele Piccinini sulla sua vissuta esperienza in occasione del giudizio in Lummen (B) nella quale ha operato quale Giudice, mi sono venute spontanee una serie di considerazioni, per cui:

 

1) punto – credo che sia stata la prima volta che un Giudice italiano viene chiamato a collaborare al giudizio della più importante manifestazione di Diamanti Mandarino che si tiene in Europa. Questo merito deve essere attribuito alle note capacità e conoscenza della materia che Manuele da molti anni ha dimostrato nel merito, tanto da essere da tutti noi riconosciuto quale numero uno nel Collegio I.E.I. e del Club Zebravinken. Questo non significa essere arrivati, ma semplicemente di essere finalmente riusciti a decollare, per cui ora occorre preparare il terreno per altri Giudici I.E.I. presenti nel nostro Collegio (che mi astengo dal nominare per il grande rispetto che finalmente ho della C.T.N.-I.E.I.) facilmente comunque individuabili. L’interscambio con le altre Federazioni europee deve prendere la giusta direzione, deve essere considerata e trattata direttamente dai Clubs, non più l’intermediazione di oscuri personaggi che nulla hanno a che fare o vedere con il mondo del D.M.. Gli scambi devono avvenire non con il fine di mandare un nostro Giudice in nome di una bandiera o di una vanità personale, ma bensì il fine intimo di questo scambio deve essere rivolto unicamente a far sì che i nostri migliori esperti di D.M. possano confrontarsi con le realtà europee e trasmettere queste conoscenze all’intero Collegio con l’obbligo di relazionare l’aspetto tecnico, vale a dire il fenotipo delle mutazioni del D.M., in occasione degli annuali incontri del rispettivo Collegio, con l’obbligo di presenza per ogni Giudice I.E.I.. Nonché di preparare un resoconto scritto sulle note tecniche da inviare ad Italia Ornitologica, al fine di rendere edotti anche gli Allevatori.

2) Punto – lo scritto di Manuele, come sempre molto sintetico,ma chiarissimo, puntualizza la realtà visiva che l’uso del “modello” inglese ha prodotto nel fenotipo dei D.M. per una nuova ”varietà”, infatti si sta lavorando per creare un D.M. con la forma tipica di un Gloster consort, vale a dire una testa molto ampia, le sopracciglia debordanti, un becco il più possibile miniaturizzato, un corpo che tende ad assumere una forma a palla, non tanto mediante una radicale trasformazione dell’apparato scheletrico e strutturale dell’uccello, ma bensì selezionando un tipo di piumaggio molto lungo che visivamente fa assumere al soggetto così strutturato una posizione sul posatoio del tipo accovacciata “rilassata”, tanto da sembrare appoggiati al posatoio con il ventre.

3) Punto – la struttura della penna così allungata comporta una diversa collocazione geometrica dei disegni, tanto da dover riprendere in esame molti dei punti già finalmente definiti nel merito descrittivo dello Standard. Non entro nel merito dell’utilizzo che ognuno vorrà fare all’interno del proprio Allevamento mirato al miglioramento della forma del soggetto, ma che non si accettino poi in Mostra questi soggetti, anche se qualcuno come al solito per puro spirito di contraddizione o di eccessi di “insegnamento” finirà per definirli buoni, ma la realtà e l’esperienza ci insegnano che  sono fuorvianti con quanto appena definito dall’attuale C.T.N.-I.E.I., dopo oltre un ventennio di caos e di delibere approssimative (tanto per essere buoni). Quale idoneo riferimento al caso, vorrei ricordare che si continua ancora a “perdonare” all’atto del Giudizio quei soggetti che chiaramente manifestano nel fenotipo caratteristiche di portatori di altre mutazioni, non intendo chiederne la loro non idoneità al giudizio, ma bensì una forte penalizzazione in scheda, con relativa nota esplicativa. E questo non è un atto di non permissività, ma una grande nota di insegna mento e di cultura ornitofila.

Non mi stanco di ricordare a tutti che il D.Mandarino così come è allevato e selezionato oggi e come sancito in tutti gli Standard delle principali Federazioni europee, è da considerarsi quale primaria caratteristica la MUTAZIONE DEL COLORE O DEI DISEGNI, senza alcun riferimento ad eventuali modificazioni della FORMA o della TAGLIA, per cui la voce COLORE deve essere la prima qualità all’atto del giudizio e della selezione in allevamento. Fino a eventuali nuove disposizioni Tecniche, non si deve uscire da questa selezione e disposizione.

4) Punto – la considerazione conseguenziale alla forma “inglese” ventilata da Manuele nel merito di una nuova razza di “forma e posizione” nel D.M. può avere anche un seguito se una parte dei nostri Allevatori mostrerà interesse a ciò, però dovrà essere proposta alla C.T.N.-I.E.I. e seguita per alcuni anni. Mai chiudere le porte al nuovo, sempre però consolidare prima le porte già esistenti. Personalmente ritengo questa via molto pericolosa e fuori da ogni logica naturale sull’aspetto del Diamante Mandarino.

5) Punto – ho sempre condiviso e auspicato una fattiva e spontanea collaborazione fra i Giudici prima e durante il giudizio. Mi sono sempre pronunciato ed attivato perché ogni Giudice riesca a svestirsi del proprio sapere e ascolti con umiltà e interesse il parere del collega. Tanti ornitofili sanno “mille cose” , ma a volte non sanno una delle sole dieci cose che il Collega ben conosce.

Come non è una novità per il sottoscritto che occorre insistere perché si adotti la luce  artificiale (neon idonei alla giusta luce), in quanto la base visiva sarà sempre più o meno la  stessa in ogni diversa Mostra. Così operando metteremmo tutti gli uccelli esposti sullo stesso piano. E questo avvenimento sarebbe una dei più grossi successi in nome e per conto degli uccelli esposti e dei Giudici.

6) Punto – ancora una volta, ascoltare o leggere dei punti di vista o delle opinioni di una persona capace e competente è seguire un solco già esistente da molti anni, per l’occasione spolverato e sistemato a nostro uso e consumo, non l’incognita di un tracciato nuovo che si vede dove inizia, ma non se ne conosce le asperità o la sua scorrevolezza, ne dove conduce. In Manuele come in Gianni e in Umberto io riconosco in loro una serenità e una ventata di TECNICISMO che da giovane ho desiderato e che da anziano oggi mi godo. Rendere merito a chi di ornitofilia sa, a chi mette la propria disponibilità al servizio di chi desidera imparare ed ascoltare, ritengo sia un atto dovuto oltre che giusto.

Terenzo Forgani