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PROPOSTE FRA AMICI DEL D. MANDARINO

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PROPOSTE FRA AMICI DEL D. MANDARINO


 

Per la nostra prossima riunione del Club Zebravinken il nostro “leader” Manuele Piccinini ha proposto di svolgere parte dell’incontro di Reggio Emilia invitando un esperto di D. Mandarini con particolare conoscenza sulle malattie più diffuse negli ultimi anni.

Problematica che ha investito un grandissimo numero dei nostri allevamenti, compresi anche quegli Allevatori che si sono ben guardati dall’ammettere l’avvenimento, quasi fosse una colpa o peggio una vergogna. In un ambito quale ritengo sia il nostro (Club Zebravinken e suoi simpatizzanti), questo non deve accadere. Meglio parlarne fra di noi, avvisare i colleghi di quanto sta accadendoci, comunicare quali risultati si sono ottenuti con i diversi farmaci usati.

Ma in particolare, la cosa che più mi angoscia è l’indifferenza e l’assoluta tranquillità con cui diversi allevatori (con la a minuscola) “smerciano per buoni e sani” i loro soggetti ammalati o portatori della malattia; questo particolare non deve succedere fra di noi appassionati di D.M., ma neppure con altri. Allora come fare in queste situazioni che oramai si presentano annualmente in moltissimi allevamenti. Io dirò la mia storia quale modesta testimonianza vissuta con tanta amarezza, non dispiacere, che è ben altra cosa.

All’inizio delle cove dell’anno scorso nel fare le coppie delle balie (Passeri del Giappone) di cui ne faccio ampio uso per allevare i D.M. e constatando che mi mancavano alcune femmine ricorsi all’acquisto delle suddette presso un allevatore in zona la cui conoscenza risale a oltre quaranta anni. Immessi nel mio allevamento apparentemente in buone condizioni di salute, dopo meno di un mese notai che diversi piccoli, da uno a cinque sei giorni morivano, mentre precedentemente le nidiate avevano avuto un decorso normale, anzi ne ero più che soddisfatto. Dei circa venti novelli dell’età di 25 – 30 giorni e più, nessuno ha presentato alcun problema. Nel tempo successivo ho avuto la perdita di alcune femmine di passero, nessun maschio ha presentato alcun problema sanitario come pure tutti i D.M. adulti in riproduzione, i D. Codalunga, due coppie di D. di Gould, svariate Nonnette del Madagascar e qualche altro Diamante Australiano.

Per alcuni mesi la mortalità dei soli nidiacei di pochissimi giorni ha assunto una incidenza di oltre l’ottanta per cento, fintanto che parlandone con il dott. Moroni Gianluca mi consigliò di somministrare dell’Augmentin in bustine frazionandole in otto parti e miscelarle in circa 50 ml di acqua per circa una settimana, da ripetersi dopo 15- 20 giorni per altri 3-4 volte.

Il tempo oramai era avanti per sperare in un futuro più prolifico, però feci uso dell’Augmentin e le covate successive cambiarono fisionomia, molti novelli vennero regolarmente allevati e svezzati. Nel tempo successivo ho riscontrato la morte di alcune femmine di passero. Quest’anno all’inizio della preparazione alle cove ho somministrato a tutti del Dimetrin in polvere della Candioli come da istruzioni allegate e l’andamento sembra essere nella norma.

Tutto questo per dirvi che oltre essere stata una mia esperienza dall’avvenuta constatazione della presenza di una “malattia” nel mio allevamento, da esso non è uscito alcun soggetto, nè per regalo nè per altre ragioni.

Ritengo che come sempre le proposte di Piccinini e i suoi collaboratori del Club siano molto pertinenti ed attuali; ma occorre persistere nel tempo per essere già attivi nei prossimi argomenti da affrontare nell’imminente futuro quali:

-la forma che deve presentare un D.M. maschio, affrontando anche per la prima volta la forma che può o deve manifestare una femmina d. D. M., io sosterrei questa iniziativa a puro titolo discorsivo ed un eventuale aspetto pratico;

-proporre successivamente alla C.T.N.-I.E.I. le modalità di comportamento nel giudizio di quei soggetti presentanti una forma esile o minuta o all’opposto troppo pronunciata e massiccia, si consideri quale penalità assegnare nei due diversi casi o per entrambi uguale;

-l’importanza che un becco troppo massiccio può incidere nella penalizzazione, come delle zampe troppo chiare;

-la qualità del colore di fondo intesa nella sua estensione della tonalità, della qualità e intensità, non trascurandone l’attuale poco edificante apporto “artificiale” dei coloranti. Così si deve considerare anche la evidente mancanza della qualità e della tonalità del colore. Non si può continuare alla voce COLORE ad assegnare un meno due ad un ottimo soggetto e un meno tre o al massimo un meno quattro ad un pessimo soggetto. La proporzione se è ben evidente visivamente non regge, ne tanto meno è tecnicamente giustificabile;

-così anche alla voce DISEGNO occorrerebbe dare ulteriori indicazioni finalizzate a restringere la forbice di divario esistente fra i Giudici;

-oggi giorno vengono esposti soggetti che nella loro genetica, ma purtroppo anche nel loro fenotipo, presentano più indicazioni riconducibili alle Mutazioni introdotte; accettarli al giudizio è chiedere troppo ai Giudici, non ammetterli è una limitazione al nuovo per cui si potrebb e istituire una categoria fuori concorso riservata a tali soggetti.

Tutti questi argomenti e ogni altro proposto dai nostri Soci dovrebbe essere affrontato predisponendo un piano di lavoro attraverso incontri fra i Soci o attraverso l’invio di quesiti che affinino ulteriormente i vari argomenti.

Se i nostri incontri collegiali di maggio e di settembre potrebbero fin da ora essere impegnati con gli argomenti proposti o parte di essi, anche la Mostra di settembre a Reggio Emilia potrebbe coinvolgere ulteriormente quei nostri Soci che credono e si sentono impegnati per il futuro del Diamante Mandarino nel nostro Club e in Italia.

Considerato che un Allevatore per essere integrato nel sistema Mostre deve sentirsi anche Giudice in quanto è tenuto ad una ferrea selezione dei propri soggetti da esporre alle Mostre. E’ inutile negarlo, ognuno di noi ha nella sua selezione l’obiettivo di vincere, comunque di ben figurare. Allora cosa di meglio si può proporre ad un Club che offre fra le sue prime qualità un giudizio altamente qualificato mediante l’utilizzo di Esperti italiani ed esteri veramente di prima scelta, se non istituire un giudizio parallelo all’ufficiale su una cernita di una decina di soggetti giudicati precedentemente dai Giudici ufficiali e successivamente posti al giudizio di alcune commissioni composte da due o tre Allevatori Soci del nostro Club che assieme riformuleranno una nuova schedina dei soggetti prescelti completandole con annotazioni tecniche di merito o demerito. A giudizio ultimato verranno poi affisse in un cartellone all’interno della sala Mostra. Il tutto senza alcuna mira di critica o osservazioni sull’operato dei Giudici, ma con il chiaro intendimento di coinvolgere un sempre maggior numero di Allevatori al TECNICISMO e affinarne le qualità di critica e quindi di scelta per i loro soggetti che andranno ad esporre in futuro.

Lo spirito di osservazione e conseguentemente di scelta deve essere l’arma migliore per un Espositore, occorre quindi farla esternare e mettere in pratica, per cui proporrei anche ai nostri Dirigenti del Club Zebravinken di istituire alcuni premi fuori dell’ufficialità della Mostra. Detti premi dovranno essere scelti mediante appositi moduli forniti ad ogni Espositore all’interno del quale dovranno scegliere il migliore Grigio, Bruno, Dorso Chiaro. Mascherato, ecc., è chiaro che le Mutazioni scelte dovranno essere determinate dai Dirigenti.

Tutte queste iniziative potranno in un primo momento apparire strane o poco chiare, però come mio solito io sono un Allevatore che sta dalla parte del popolo degli Allevatori e ho sempre cercato di coinvolgerli nelle iniziative che un Club deve portare avanti, per il prestigio dello stesso e per mantenere sempre vivo l’attaccamento che un buon Socio deve avere per il Suo Club e per i propri Diamanti Mandarino. Non fosse così saremmo di fronte ad una seconda Federazione che alimenta tanti fuochi ma che in essi, chi prima chi dopo ne rimane scottato, ricordandosi solo il dolore della scottatura e non del calore che doveva infondere negli Allevatori Soci , il lato triste della cosa è che essi stessi finanziano il FUOCO.

Mi scuso per il modo in cui amo partecipare alla vita dell’ornitofilia, ma oggi come oggi mi è rimasto solo il Club Zebravinken, in cui credo e di cui ne ammiro l’ottima interpretazione che ne danno i Suoi Dirigenti a cui dico affettuosamente GRAZIE.

Terenzo Forgani