Gallerie Fotografiche

Il tempo passa, gli uomini no

Attenzione: apre in una nuova finestra. StampaE-mail

Il tempo passa, gli uomini no

 

     Da alcuni anni vedo una grande  “insofferenza da Clubs”, in particolare da parte del Presidente della F.O.I. e che in modo alquanto volgare e irriverente è trapelato nel suo scritto su I.O. n. 8-9 del 2010 a pagina 3, dopo aver messo in chiara luce la monotonia del susseguirsi delle Mostre anno dopo anno, finalizzate all’unico scopo di organizzarle tenendo in gran conto la data di inizio e quella di  fine Mostra, non importandosi minimamente di ciò che avviene in questo lasso di tempo: inizio - fine. 

 

     Io mi chiedo per quale ragione si continuano a fare le Mostre, se lo stesso Presidente in proposito scrive: “Dobbiamo convincerci che le Mostre non possono più essere  soltanto occasione per assegnare riconoscimenti ornicolturali ai migliori Allevatori”. La frase più giusta è senza meno questa: “ornicoltura è anche protezione e informazione e non c’è migliore vetrina delle Mostre per comunicarlo”.

 

     Giusto Presidente, il termine ornicoltura, io lo sostituirei con Ornitofilia, senz’altro no al termine Ornitologia, che è ben altra cosa e con dei fini più scientifici.

 

     Noi, Presidente, quando decidemmo di fare l’iscrizione alla F.O.I., eravamo nella quasi totalità, dei detentori di uccelli in gabbia con l’intendimento e il fine di tentare la loro riproduzione in cattività; io a distanza di cinquanta anni mi sento ancora tale.

 

     Vivo e mi dedico, non dico esclusivamente, ma quasi, alla cura degli uccelli in cattività. Senza alcuna ombra di dubbio o pentimento a postumi, anzi con una maggiore curiosità ad estendere a più  Specie il mio interessamento.

  

     Presidente se si organizza una Mostra con il metodo di assegnare una valutazione  di merito o demerito agli uccelli esposti, io sono tentato di dire che questa dovrebbe essere una più che qualificata occasione per assegnare un riconoscimento ai migliori soggetti, quindi direttamente all’Allevatore che ha prodotto i soggetti.

 

     Noi ci siamo presentati per sessanta anni al pubblico per quello che vogliamo farne del nostro hobby. Il numero raggiunto dai Soci e non, che si sono avvicinati al nostro mondo, sono il giusto riconoscimento della validità dei nostri fini e intendimenti.

 

     Senza lo svolgersi delle Mostre così finalizzate i Soci F.O.I.  sarebbero molte migliaia in meno. Perciò tuteliamo e proteggiamo il nostro mondo da simili illazioni che vorrebbero apparire innovative, ma che nascondono, oserei dire  non vogliono far trasparire il nostro intendimento di detentori di uccelli in cattività.

 

     Detenzione fondata sul rispetto dei nostri uccelli, sui loro giusti spazi, l’ambiente dove si conservano, sull’alimentazione che deve essere il più possibile consona con le loro necessità di vita.

 

     Se lei è il Presidente della nostra Federazione, si legga il nostro Regolamento e Statuto, per farlo giustamente applicare o per apportarvi quelle modifiche che possano tutelare gli indirizzi e le finalità delle Mostre. Però si ricordi sempre che gli uccelli sono realizzati con più o meno amore e capacità dai Soci della F.O.I..

     Presidente perdoni la debolezza dei nostri Soci che “vedono soltanto occasione di gara e di commercio”. Ma la  Mostra è una gara, una competizione per arrivare PRIMO, essere il CAMPIONE e li perdoni anche poi se pensano a commercializzare i propri soggetti, non si possono annientare gratuitamente o regalarli tutti. Il mangime e annessi relativi costano e non poco, compreso la quota F.O.I. e gli anellini.

 

     Non capisco qual è la classe giudicante refrattaria ad assumersi nuove responsabilità e si trincera nell’appartenenza ad un Organo Tecnico-Scientifico, per cui fuori dei concetti delle classifiche ufficiali e delle categorie a concorso, ritiene che le scelte debbano essere scaricate su altre persone e su altri organismi. Se avete anche abolito le Presidenze dei Collegi dei Giudici, quindi non potete pretendere che il Presidente dell’Ordine dei Giudici possa farsi carico delle sette Specializzazioni alquanto varie e dissimili fra di loro. La vera classe che obiettivamente dovrebbe assumersi tale onere, è un organo Tecnico-Scientifico composto dai sette Presidenti delle CC.TT.NN., che dovrebbe sostituirsi al C.D.F. (le cui competenze  in tanti anni non mi sono mai state chiare, almeno tenendo presente il Regolamento e lo Statuto, se non per la l’ambizione di apparire e gestire un effimero potere).

 

     Quelle sette persone sono i veri TECNICI, da loro se oculatamente scelti per il loro valore e sapere e non per il numero di deleghe che portano al potere, potrebbero rendere giustizia agli Allevatori.

 

     Occorre smetterla con l’Assemblea delle Associazioni, non è più come tanti anni addietro che le Associazioni erano iscritte alla Federazione; ora sono gli Allevatori i veri Soci e come tali hanno il sacrosanto diritto di avere una loro Assemblea  in cui discutere il loro futuro e dare quelle indicazioni Tecnico-Scientifico ai loro Dirigenti perché cerchino di realizzare nel rispetto dei Regolamenti e della logica attuale di Allevamento, un tipo di Mostra composta da strutture e da valori più consoni e affini al bene dell’ornitofilia. E non perdersi su problematiche di organizzative ordinarie che già i Raggruppamenti regionali  dovrebbero avere affrontato.

 

     E’ l’Assemblea che deve esprimere le indicazioni per il futuro al C.D.F., l’obbligo di rispettare tali richieste deve essere il vangelo esecutivo. Questa è la democrazia che regna in ogni istituzione e non quello che stiamo da troppi anni assistendo all’interno della attuale F.O.I..

 

     La F.O.I. è dei Soci e deve attuare quegli obiettivi che essi desiderano e pensano siano il bene dei nostri uccelli e non l’interesse degli uomini.

 

     Infine Presidente la triste e fuori luogo ironia citata su I.O. pag. 3 n. 8-9, sull’accostamento dei Club quali funghi che appaiono da settembre a novembre e poi scompaiono per farsi di nuovo  vedere l’anno dopo, doppioni delle Associazioni di cui non si percepisce il bisogno. Un meccanismo che abbiamo finora assecondato… ecc.. Lei Presidente ha ben capito che non tutti i funghi sono commestibili, anzi alcuni sono molto velenosi o indigesti e questo non vi sta bene, anzi.

 

     No, Presidente lei ha le idee molto confuse o la memoria molto corta. I Club non sono nessun doppione di Associazioni, in quanto l’Associazione è costituita da Allevatori di Canarini, di Pappagalli , di Esotici e altre categorie di uccelli, mentre il Club riunisce gli estimatori di piccole frazioni  di questi uccelli. Infatti si chiamano Club dell’Esotico (uno dei più indigesti) , del Zebravinken, dei Fringillidi, del Gloster ,dell’Ondulato e nulla fortunatamente hanno a che fare con le Associazioni della F.O.I., cercano solo UN SUPPORTO LOGISTICO come da art. 13 e come voi avete preteso sia.

 

     Ma voi questo neppure ve lo ricordate, vedasi chiarimento Forgani - A.R.C. di Forlì - F.O.I..

 

     Se l’Italia può vantare da oltre un ventennio Mostre specialistiche quali quelle che si sono viste in Faenza da parte del Club dell’Esotico per non dimenticato grande merito di Giovanni Agostini e  company, travagliato Club del Diamante di Gould, Reggio Emilia Club Zebravinken per meritata gloria di Manuele Piccinini, per non dimenticare l’immensità della Mostra di Bellaria “Fringilla” non resa celebre dalla F.O.I. ma da un personaggio quale l’arch. Bruno Zamagni che l’ha resa celebre in tutta l’Europa.

 

     Se volete disfarvi dei Clubs abbiate il coraggio, giustificando il tutto, di ritirare quanto non concordato, ma da voi imposto nel merito del regolamento club di Specializzazione.

 

     Voi avete un solo intendimento ed un solo fine che state rispettando molto bene: siete F.O.I.- ONLUS e non una Federazione che è composta da Allevatori e Espositori, un piccolo particolare per voi trascurabile.

 

     Se siete nell’intendimento di proseguire su questa linea, andate con i protezionisti, pieni di parole, di poca competenza e concretezza. Noi intendiamo continuare a detenere gli uccelli in gabbia, ad allevarli ed esporli. Vedere i Dirigenti F.O.I. degli ultimi anni (parecchi), ho il vago sentore di rivedere quei filmati degli anni settanta in una grande piazza di una nazione di oltre cortina, dove comparivano tanti grandi ufficiali pieni di luccicanti medaglie, così come loro i nostri dirigenti F.O.I. sanno far luccicare le loro medaglie, ma occorre che ci dimostrino per quali meriti hanno ricevuto queste medaglie. Si possono anche acquistare per pochi spiccioli.

 

     Il mondo degli ornitofili è stanco, deluso e offeso per queste espressioni del Presidente della F.O.I., parliamone un po’ tutti, è giunta l’ora del non silenzio. Qualcuno deve prendere delle decisioni o aprire un dibattito per un nuovo futuro dell’ornitofilia o andarsene fuori dalla F.O.I., scelta fatta dallo scrivente, ma riconosco essere non la migliore scelta, ma dopo tanti anni di sopportazione , di proteste e ricorsi posso solo affermare con certezza comprovata che sono state più le scelte personali , indifferentemente alle scelte che riguardavano le scelte Tecniche a favore dell’ornitofilia, anzi prediligendo le scelte a favore di qualcuno in particolare, quelli del “giochino delle deleghe” che manovravano le deleghe per nascondere il loro poco sapere ornitofilo.

 

     E’ sempre contato di più possedere una delega che non avere la conoscenza di più testi di ornitofilia.

 

     Io personalmente, solo ora che non mi ritengo più un Socio F.O.I. vi lascio la mia delega non per continuare a  scombinare l’ORNITOFILIA, ma per tutelare quei Signori che ancora non si  vergognano di dire che sono detentori in cattività di uccelli e per chi come il sottoscritto è stato uno dei pochissimi che hanno amato la F.O.I., senza interesse personale alcuno, semplicemente perché ho sempre creduto nell’Ornitofilia finalizzata all’allevamento e all’esposizione degli uccelli. Molto meno ho creduto nei suoi  uomini.

 

                                             Forgani  Terenzo