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Ci vogliamo essere ancora!

   Ancora una volta per ragioni  inerenti alla famiglia,  mi hanno costretto a rinunciare alla Mostra di Zebras 2016. Sono alcuni anni che per tali ricorrenze l’imprevisto è sempre dietro l’angolo, per quello che mi riguarda direttamente ritengo più “appagante” che ogni volta il tutto  si sia risolto nel bene, però l’assenza dalle Mostre del Club dell’Esotico-Zebravinken è una triste evenienza, che alla luce delle mie personali scelte nel mondo del Club, mi dovrebbero pesare in piccola parte, ma che oltre 55 anni di assidua frequentazione mi tengono moralmente e spiritualmente vicino all’ornitofilia, in particolare modo al mondo degli Esotici, in primis al Diamante Mandarino.  

 

Il resoconto ricevuto da alcuni amici Allevatori ed Espositori di D.M. è stato molto lusinghiero nella quantità  e nella qualità del D.M. esposti; ho recepito dagli stessi una grande soddisfazione per l’intero percorso della Mostra di Zebravinken 2016, tutto bene, molto soddisfacente il tutto, eppure appare o traspare nel  loro racconto una forma regressa di insofferenza la cui natura non la si poteva imputare all’intero complesso della Mostra in sé stessa. Allora mi è parso chiaro che non poteva trattarsi altro che della presenza nel contesto di Zebravinken del Club, degli Uomini del Club, Dirigenti e Soci dello stesso. 

Perché allora non parlarne apertamente e chiaramente fra di noi, vedere di capire cosa non è o è troppo nel Club. Per noi è chiaramente, mi rivolgo a quei Soci che vivono all’interno del Club nel solo breve momento della Mostra, pensando che il Club deve esistere solo per organizzare mostre riservate ai D.M., per molti anni nel tempo passato ho ripetutamente scritto e accusato la FOI di interessarsi solo dell’inizio e della fine delle Mostre, senza curarsi come di dovere di ciò che avviene in quell’intervallo che corre fra l’inizio e la fine. I fatti salienti, quelli Tecnici che ci hanno sempre sostenuto nell’allevare gli uccelli, sono da questa FOI, ritenuti dei puri momenti o degli aspetti di poca o nessuna rilevanza nei confronti di quei Regolamento e Statuti e disposizioni Tecniche che dovrebbero regolamentare e finalizzare lo svolgimento e il riscontro dei fini Tecnici contenuti nelle motivazioni e disposizioni su come si devono Allevare ed Esporre gli uccelli.

Il Club è in primo luogo un insieme di persone cha hanno liberamente scelto di aderire ad un entità che ha come finalità l’Allevamento e l’Esposizione della Specie degli uccelli Allevati. Queste persone devono stimolare, contribuendo in prima persona allo sviluppo, alla perfezione alle regole del proprio ambiente. Non deve esistere che ogni tipo di gratuita critica al sistema rimanga senza risposta, che le contestazioni debbano esistere solo nel dopo Mostra e non discusse poi tutti assieme, ancor peggio nel merito dei giudizi ricevuti  sui propri soggetti. Che la perfezione possa ritenersi una utopia è il riscontro quotidiano che la vita ornitofila ci presenta in ogni sua manifestazione, sta in noi Allevatori, moderare e piano piano modificare il nostro ambiente. Ancor troppe cose aleggiano nelle intenzioni e nei pensieri del dopo Mostra. Miriamo tutti insieme ad un modello di D.M. che per ogni sua “diversa Mutazione” possa ridurre al minimo le divergenze che esistono fra noi Allevatori, fra i vari Giudici, fra le diverse CTN succedutesi negli anni negli ulti 30 anni di vita FOI.  I tre elementi che costituiscono l’ornitofilia del D.M., vale a dire: Allevatori- Giudici- CTN-IEI oggi rappresentano tre diverse componenti molto diverse fra di loro e che per di più mostrano una ancor più notevole diversa formazione pratica e culturale al proprio interno. Alla confusione aggiungiamo altro caos, che non può che ripercuotersi contro ognuna delle tre componenti. E in tutto questo noi saremo la testimonianza negativa che la FOI ha ampiamente e chiaramente evidenziato in questo periodo preso in esame.

Vogliamo e dobbiamo dimenticare ogni nostra presa di posizione del passato, un tavolo ci deve indicare la miglior soluzione per il futuro del D.M. ; troppi interrogativi da lungo tempo attendono di essere affrontati e risolti nel migliore dei modi.  Personalmente pongo sul tavolo della discussione una serie di punti e di cui chiedo venga aperta una discussione collegiale su una serie di punti e se  riconosciuti conformi alla realtà pratica venga data una risposta risolutiva in attesa di eventuali nuovi motivi nel merito; problematiche come ad esempio:                                  

1) Da alcuni anni notiamo la presenza di D.M. che manifestano tracce della somministrazione di un colorante artificiale, in particolare per i D.M.  della serie dei Bruno. Fenomeno non ammesso a parole da molti Allevatori, ma che sono drasticamente riscontrabili nei soggetti esposti da anni nei paesi del Nord, oggi anche in Italia. Il colorante è reperibile anche presso i commercianti italiani e ampiamente acquistato. Questo “artifizio” deve essere approvato specificando fino a che punto deve presentarsi come qualità del colore e come vastità di zona; o essere vietato con tutto quanto ne consegue nella valutazione in scheda di giudizio.

2) La Mutazione Bruno viene esposta con dei Maschi in particolare che presentano una buona colorazione sul dorso, ma il vertice e gran parte del capo di un colore Bruno molto più “chiaro”, come si può ben vedere a pag 70-71 del libro “De Zebravinken” di B. Bosch e altri, non riscontrabile dal disegno realizzato dalla CTN (Caimi-Ficeti-Piccinini),che io condivido.

3) Nella Mutazione Grigio vengono esposti e ben valutati, troppi soggetti che presentano il dorso  con evidenti tracce bi Bruno su dorso, che è l’antitesi fenotipica con il fattore Grigio.

4) Nella Mutazione Faccia nera  i Maschi con quale stensione del tratto nero tra le due strisce deve essere presente? Più precisamente questa zona  di colore neo deve essere coperta fino alla base inferiore dell’occhio, fino  alla parte superiore dell’occhio, come descritto  nel disegno della CTN- IEI (Caimi-Ficeti- Piccinini) dove il nero arriva fino alla parte medio-superiore dell’occhio e si congiunge trasversalmente con la parte superiore della mandibola superiore (vedasi disegno nello Standard FOI. Essendo un sostenitore che tale zona nera deve inoltrarsi nella parte alta fino a lambire la parte superiore dell’occhio. Vedendo una gran presenza in Mostra di soggetti che mostrano tale tratto nero presente fino alla parte inferiore dell’occhio, mi viene spontaneo dire che questi ultimi soggetti debbano essere giudicati e penalizzati per la mancanza totale del colore nero i e la incompletezza di un Disegno distintivo.

5) Una percentuale altissima dei soggetti esposti presentano visibilmente la mancanza di una o più Remiganti per parte, al fine di mostrare un fianco più alto ed un maggior numero di pallini rotondi bianchi. Questa usanza è in uso quasi costante per i D.M. presenti nelle Mostre Olandesi e del Belgio. Se tale pratica la si vuole applicare anche in Italia occorre modificare il Regolamento del giudizio (cambiano il numero delle Remiganti possedute dal soggetto).

6) Il D.M. visto dall’alto deve mostrare la presenza nella coda di n° 4 quadri alterni di colore bianco. (La mancanza di Remiganti accentuano la presenza visiva di più quadri bianchi!).

7) La Mutazione Petto nero non deve presentare zone bianche molto visibili nella parte della gola-mento (gli eccessi devono essere fortemente penalizzati), non devono inoltre mostrare di essere portatori di altri fattori Mutati (ad esempio Petto arancio, Isabella).

8) Il fattore Mutato Diluito si vede esposto nelle Mostre con delle diverse tonalità molto diverse le une dalle altre, per cui occorre prendere una decisione: o definire una giusta tonalità con cui il fattore Mutato Diluito si deve manifestare nel fenotipo, o decidersi a riconoscere DUE diverse tipologie di Diluito: Il Diluito Scuro e il Diluito chiaro. 

9) Il D.M. definito di Tipo Inglese deve essere giudicato in una categoria apposita (non assieme al D.M. di Forma-Posizione-Colore, diffuso nei nostri Allevamenti). Dovranno prima essere formulati gli Standard dei colori di questo tipo di D.M.. 

10) L’avvento del Tipo Toy è destinato a creare una confusione immensa nei giudizi futuri, per cui qualora lo si voglia riconoscere occorre formulare ogni singolo Standard per ogni “varietà di colore” accettata, viste le notevoli differenze nel fenotipo fra i Toy, il Tipo Inglese. Inostri attuali.

Non mi sembra che i problemi esposti siano di poca rilevanza, pertanto invito tutti a trovarsi dietro un tavolo ed iniziare ad affrontare questi problemi e tutti quelli che vorrete proporre in quella sede. Il tempo è sempre stato amico degli onesti, ma lavora a vantaggio dei “furbetti”. Spero qualcuno mi legga e mediti sul momento che il Diamante Mandarino vive attualmente. 

Mi scuso ancora per essere ricaduto nella tentazione di interessarmi del Diamante Mandarino. Con affetto e stima. 

Forgani Terenzo