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		<title>toy</title>
		<description>Discussione toy</description>
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		<lastBuildDate>Fri, 08 May 2026 14:40:03 +0100</lastBuildDate>
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			<title>andreaferraris scrivi:</title>
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			<description><![CDATA[Ottima iniziativa Manuele!!!!]]></description>
			<dc:creator>andreaferraris</dc:creator>
			<pubDate>Sun, 14 Feb 2016 22:35:34 +0100</pubDate>
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			<title>admin scrivi:</title>
			<link>https://italiazebravinkenclub.it/component/content/article/34-introduzione/194-toy#comment-99</link>
			<description><![CDATA[Le mie impressioni terminata la stagione espositiva 2015 Un altro anno è trascorso, la stagione espositiva 2015 è conclusa, a questo punto posso fare alcune considerazioni, sulla situazione attuale della selezione del Diamante Mandarino in Italia e in Europa. Quello che negli ultimi anni mi ha maggiormente preoccupato, l’introduzione negli allevamenti di soggetti provenienti da ceppi inglesi è un po’ diminuita, gli allevatori trascorso il periodo di un ipotetico facile guadagno si è accorta anche dei problemi che hanno creato questo tipo di uccelli. Quest’anno nelle varie esposizioni e in particolare a Druten (manifestazione numeri uno al mondo del Diamante Mandarino) il numero dei soggetti con evidenti caratteristiche inglesi sono diminuiti rispetto agli ultimi anni. Anche la categoria di forma e posizione da pochi anni inserita a catalogo, in questa ultima edizione era presente con un solo soggetto a differenza di due anni fa dove c'erano una ventina di soggetti. Purtroppo tra i Giudici che valutano i mandarini sia quelli che operano a Druten e alle altre mostre specialistiche, campionati nazionali e internazionali non tutti penalizzano con le giuste valutazioni quei soggetti con evidenti fianchi eccessivamente vaporosi e scomposti, piumaggi lunghi, cigliari, addirittura li fanno anche vincere, speriamo che nel trascorrere di poco tempo tutto questo possa non più succedere. Come ho già scritto sono d’accordo nell’utilizzo dei Diamanti mandarini inglesi per migliorare la forma in particolare della testa, ma se presentano evidenti difetti di piumaggio non possono assolutamente essere premiati. Gli allevatori Italiani ogni anno che passa migliorando la qualità degli uccelli che allevano, si stanno mettendo sempre più in evidenza, ciò lo dimostrano i risultati ottenuti alle varie mostre internazionali e specialistiche. Il maggior numero degli allevatori Italiani che conosco si sono prefissati degli obbiettivi nel tempo e molti di loro con pazienza e tenacia quegli obbiettivi li hanno raggiunti, con tante soddisfazioni. Consiglio a tutti gli allevatori Italiani di fare una cosciente valutazione dei propri soggetti e non avere timore di esporre i propri Diamanti Mandarini, le opportunità per ottenere le giuste valutazioni ci sono per tutti, poi bisogna tener conto dei fattori che possono condizionare l’esito finale, non sono pochi, anzi sono parecchi, perciò quello che ho sempre sostenuto e che continuo a sostenere è che ogni mostra è una mostra a sè e non è sempre vero che un soggetto che in una manifestazione ottiene una valutazione sia quella per tutte le altre a cui partecipa. Come da sempre accade ci sono dei periodi ciclici, dove le tante mutazioni del Diamante Mandarino sono presenti alle manifestazioni in quantitativi variabili a parte le mutazioni più classiche, dipende da varie circostanze. Ci sono periodi, come quello attuale,in cui gli allevatori allevano le mutazioni più richieste, vedi le combinazioni con più mutazioni combinate tra loro, perché si pensa che più mutazioni combinate diano più valore ai soggetti, a scapito di altre che poi vanno quasi a sparire, vedi attualmente la Bruna Petto Bianco, i Grigio e Bruno Scudato, la Feo che attualmente è ricercatissima. Alcuni anni fa la Bruna Diluita era quasi sparita, attualmente invece è la mutazione che tra i Diluiti è la più allevata, ed è una delle poche mutazioni che ha ottenuto dei vantaggi dai soggetti provenienti dall’Inghilterr a, carenti di colori saturi e disegni precisi. Gli allevatori devono cercare di non lasciarsi influenzare dalle “mode” e di mantenere nel tempo i validi ceppo di Diamanti Mandarini già esistenti nei propri allevamenti. Manuele Piccinini]]></description>
			<dc:creator>admin</dc:creator>
			<pubDate>Fri, 12 Feb 2016 23:33:23 +0100</pubDate>
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			<title>admin scrivi:</title>
			<link>https://italiazebravinkenclub.it/component/content/article/34-introduzione/194-toy#comment-98</link>
			<description><![CDATA[Un passo per volta, i primi passi vogliamo siano sicuri e determinati Nella mia permanenza all’interno del Settore IEI ho con insistenza e convinzione pratica sostenuto che ognuno di noi deve scrivere il proprio modo di vedere , vivere e interpretare l’ornitofilia. Ho sempre sostenuto che un Giudice debba almeno pubblicare ogni anno tre articoli sulla rivista della Federazione nel merito e nei contenuti tecnici della propria Specializzazion e . Gli IEI hanno vissuto anni in cui olti dei loro Giudici non hanno mai pubblicato nemmeno una semplice riga sulla loro esperienza e conoscenza Tecnico-Pratica, alcuni non si sono neppure mai sentiti parlare di “uccelli”. Questa mediocrità è stata duramente pagata dall’intero settore IEI, in particolare proprio dal mondo degli Esotico e più precisamente dal settore Esotici in Mutazione. Io mi sono sempre vergognato di tutto ciò, la FOI ha fatto propria questa particolarità, tutelando questi personaggi che per restare “ a galla” ricompensavano i Dirigenti della stessa con prese di posizione alquanto discutibili e di nessuna utilità per l’ornitofilia. Oggi che gli IEI hanno un potenziale altamente qualificato al proprio interno, con un Collegio Giudici di grande rispetto che comprende TECNICI di ottima formazione personale, deve completarsi con una maggiore e specifica preparazione settoriale, al fine di cercare di essere maggiormente rappresentativa e “pronta” in occasione delle sempre più manifestazioni specifiche per singole Specie di Esotici. La politica di Giovanni Agostini prima, di Bruno Zamagni poi hanno ampiamente e validamente dimostrato che questa è la strada giusta, che questo è quello che vogliono gli Allevatori, che il futuro dell’ornitofili a amatoriale deve evolversi all’interno di contenuti mirati, sempre più tecnici e validi. Il generico termine IEI è oramai sorpassato, oggi gli Allevatori chiedono sempre più che le Mostre non contengano al lor interno la presenza di 3-4 mila soggetti, ma bensì una presenza sempre più ampia delle categorie a concorso, un tecnicismo molto qualificato del fenotipo, un giudizio corrispondente al valore che il soggetto esprime nei confronti e nel rispetto del proprio Standard. In questo i Club hanno avuto una funzione particolarmente  attiva e , in “primis” desidero ricordare il fraterno amico Agostini ed il compianto e leale amico Greco Uber. I fondamenti tecnico pratici che sono sostenuti dalla FOI, stridono fortemente con queste regole e scelte che gli Allevatori da oltre trent’anni hanno richiesto e deliberato nella pratica. In questo Agostini e Uber ne sono stati i precursori particolarmente  attenti ed efficaci, con loro ho avuto il piacere di condividere gli anni più fertili e costruttivi del settore Esotici prima, del Diamante Mandarino e Passeri del Giappone poi. Una Specializzazion e è tale se al proprio interno racchiude tutti quei contenuti tecnici che si sono selezionati e verificati negli anni e confermati nel tempo, non deve essere escluso che dette scelte non possano essere modificate o cambiate nel tempo, però devono essere attentamente valutate e poi proposte da chi dirige il Club, quindi proposte agli organi tecnici FOI. Ma per verificare il tutto, avendo il Club la diretta gestione delle Mostre Zebravinken in Italia, deve sperimentare quanto ritenuto nuovo o innovativo nello svolgersi di queste Mostre. Ho voluto sintetizzare il mio pensiero nel merito, tenendo presente che il nostro mondo (IEI) è vario e pieno di personaggi che cercano di ricavarne da questa permanenza un interesse il più delle volte personale e chiudo qui per convenienza altrui. Sono fermamente convinto che ogni “innovazione” deve nel tempo essere provata, riprovata e documentata da dati pratici e incontroversibi li. Cercare di arricchire il nostro settore è un dovere per ognuno di noi, partecipare a tutto,è un dovere. Ecco perché non ho potuto esimermi dal venir meno alla mia promessa di non intervenire più sul Sito del Club Zebravinken, cosa che non mi è abituale! Ho deciso in tale modo leggendo lo scritto di Manuele Piccinini che esorto ad essere più presente con i suoi scritti, ho riscontrato un certo disagio nel cercare di assimilare la sua proposta, che ritengo valida come contenuto per il futuro, ma che a mio avviso debba essere valutata più attentamente nei suoi contenuti e rapportata con quanto finora fatto e realizzato nel Diamante Mandarino di oggi e con la conoscenza media in materia degli Allevatori italiani. Dobbiamo ancora capire e digerire l’avvento del D.M., tipo inglese, le sue “eventuali” ripercussioni positive e negative nell’integrazio ne con il D.M. presente attualmente nei nostri allevamenti e la loro poi eventuale corrispondenza con gli Standard in vigore. La proposta di selezionare un D.M. ”TOY” penso sia copiata dall’Ondulato d’Australia selezionato nella forma ancestrale, con tutte le mutazione tipiche dell’ondulato tipo inglese, e questo ci può e ci deve stare in quanto si fa riferimento al soggetto ancestrale, nel D.M. se facciamo riferimento al presunto suo ancestrale vediamo subito che le cose si complicano per il prosieguo del lavoro che Manuele accenna nel suo scritto. Infatti io non darei per scontato dal punto di vista positivo “la evidente trasformazione nella struttura e nella forma”, anzi avrei molto da disquisire nel merito e ritengo il tutto supportato da validissime motivazione di ordine e natura tecnica-pratica. Personalmente predico ed ho rispettato sempre quanto sancito e deliberato dallo Standard (quello giusto che trova riscontro al lato pratico). Cui l’introduzione di un nuovo “avvenimento nel fenotipo del D.M. credo che oggi non possa altro che creare o aggiungere confusione ad un sistema che ancora deve stabilizzarsi. Della proposta condivido la lunghezza che non deve essere superiore ai dieci cm., non condivido invece la precisazione ”anzi più il soggetto è piccolo e più deve essere apprezzato. Se un giorno vorrete fare lo Standard di questo Esotico, al limite potrete indicare un massimo, ma anche un minimo entro cui si potrà accettare la lunghezza, altrimenti andremo alla ricerca del valore minimo e si annullerebbero molti valori Tecnici che dovrebbero valorizzare il soggetto. Non sono neppure d’accordo nel voler costruire un D.M. che pur restando nei limiti della lunghezza richiesta debba essere il più possibile simile all’attuale Standard, come delineamento delle forme esterne e di contorno, pensare di trasportare l’armoniosità e regolarità delle curve esterne dell’attuale D.M. al D.M. “TOY”, penso sia un lavoro cosiddetto “ a perdere”. I soggetti di piccola taglia, quelli che abitualmente si trovano presso i commercianti hanno delle forme strutturali disastrose per il fine che si vuole raggiungere. Mantenere l’armoniosità e regolarità dei disegni e della forma raggiunti dall’attuale D.M. è uno studio che comporta tanti anni di lavoro, che si può abbreviare in parte con l’introduzione in Allevamento di piccoli D.M. del tipo inglese, ma che detti soggetti porteranno una spiacevole lunghezza del piumaggio e uno scombussolament o nella forma e regolarità dei disegni. Come giustamente evidenzia Manuele nel suo scritto, detti soggetti provengono prevalentemente dall’Allevament o in colonia, con grandi rischi dell’effetto negativo della consanguineità, della assoluta mancanza di selezione per quanto riguarda il colore ed i disegni. Per ora teniamoci buoni questi D.M. di taglia piccola che al caso possono servire come “buone balie” per i nostri attuali e poco prolifici D.M altamente selezionati. Il mantenimento “ povero con acqua e panico” è a lungo andare un deleterio sistema per “iscurire” maggiormente l’intero fenotipo del soggetto, infatti in età giovanile, quando ancora esisteva la sola Classe C (senza anello) era nostra abitudine esporre soggetti dal piumaggio quasi interamente nerastro. Clamoroso e da molti nostri Tecnici e Giudici di allora riconosciuto come tale, è stato il caso del soggetto fotografato e pubblicato nel libro di Giorgio Truffi (precursore della prima pubblicazione sul D.M.in Italia , e anche dall’inglese Cyril Rogers) “il Diamante Mandarino”, ove a pag. 20 tale soggetto viene citato come Diamante Mandarino maschio a petto nero, mentre in realtà altro non è che un D.M. Grigio sottoposto ad un regime alimentare molto povero e magari per agevolare il tutto tenuto in un ambiente freddo e BUIO. Tanti potrebbero i pro, come credo siano tanti i contro. A mio avviso credo che la cosa più giusta da fare, come sempre sia, “parliamone tutti insieme”, troviamoci e incominciamo a puntualizzare confrontando i nostri punti di vista in merito al passato, al presente, al futuro del Diamante Mandarino e del nostro Club. Con rispetto e cordialità chiedo scusa per questa mia intromissione che mi è parsa dovuta, priva di qualsiasi altro fine che non sia il bene per il nostro hobby. Forgani Terenzo]]></description>
			<dc:creator>admin</dc:creator>
			<pubDate>Sat, 30 Jan 2016 12:55:36 +0100</pubDate>
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