A detta di molti tra i piu' grandi allevatori, a prescindere dalla specie, la consanguineità (media e larga) è d'obbligo se si vuole fissare un ceppo stabile per determinate caratteristiche. Certo è che l'allevamento in consanguineità faccia emergere tare ereditarie, ma operando una selezione senza compromessi, ossia liberandosi sistematicamente dei soggetti difettosi (non solo morfologicamente) si arriva con gli anni ad ottenere un "vero" ceppo con una percentuale sempre maggiore di buoni soggetti e sempre minore di soggetti di scarto.
Chi si vanta di avere un "proprio ceppo" senza operare in consanguineità (media e larga), almeno secondo il mio pensiero, non la racconta del tutto giusta
L'ideale sarebbe avere piu' linee consanguinee nel proprio allevamento, rinsanguando l'una con soggetti scelti dall'altra.
Oppure, al limite, introducendo soggetti prelevati da altri allevamenti che operano selezione in consanguineità.
L'alternativa alla consanguineità è un'elevato numero di coppie in riproduzione, da cui si potranno ottenere alcuni soggetti interessanti ma tutt'altro che stabili. Quante volte ci è capitato di accoppiare soggetti bellissimi che però davano alla luce prole scadente? A volte sono meglio discreti soggetti non esattamente perfetti, ma derivanti da allevamenti qualificati in grado di trasmettere ai discendenti le caratteristiche volute.
Non so, per inesperienza con questa specie, se sia vero ciò che si dice, ossia che i dm mal sopportino la consanguineità ma credo che una consanguineità media o larga non sia deleteria neanche per i dm come per le altre specie.
Mauro